fbpx
illustrazione Anestesia totale - Mattia Gargiulo - SPLIT - Pidgin Edizioni

Anestesia totale

La stanza era sottosopra. I mozziconi di sigaretta ancora ardenti. Guardava il soffitto. Era molle. Ondeggiava. I pantaloni gettati a terra strisciavano come serpenti. La porta era l’ingresso per un mondo sconosciuto. Le mani rigide, grandi, pesanti. La bocca implose in un mutismo esistenziale. Voleva ridere ma non poteva. In maniera convulsa si toccava la testa. Liscia. Luccicante come una palla da biliardo. Era appesantito e inerme. In una posizione scomoda cercava di toccarsi la punta dei piedi. Con gli occhi sbarrati guardava tutto come se fosse in un posto sconosciuto.

Il suo criceto si aggirava nella stanza. Cercava cibo. O la libertà. Si muoveva a passi veloci e si nascondeva in ogni angolo buio che trovava. Lui lo guardava. Gli lanciava palline di polvere come se fossero briciole. Come se fosse un pesce. Gli sembrava di essere in uno stagno.
 Tentava di prendere il criceto tra le mani. Questo sgusciava via rapidamente. Viscido, si faceva largo con la pinna e con la bocca simulava la pronuncia di una O. Prese la canna da pesca da sotto il letto e all’amo infilzò un bigattino. Si muoveva ancora. Seduto nudo sul materasso, incominciò a lanciare la lenza. L’esca lasciava a terra una scia biancastra e appiccicosa. Il pesce, prima si avvicinava. Poi si ritraeva. Il pescatore alla vista della preda con uno strattone tirava su la canna e il verme si librava in volo trascinando con sé il lerciume che invadeva il pavimento.
Cambiò esca. Ne mise una finta dai colori vivaci e psichedelici. Con le piume. Dopo di che si appollaiò dietro il cuscino e lasciò cadere la lenza sul pavimento. Il pesce si avvicinò. Annusava l’esca. Scappava di nuovo. Innervosito, il pescatore cambiò strategia. Gettò l’esca finta dall’altra parte dello stagno. Si alzò in piedi sul materasso. Scalciò il cuscino e aprì una delle ante dell’armadio posto sopra il letto. Dall’interno prese degli stivali impermeabili. Decise di entrare nello stagno.
Li infilò. Si sedette sul bordo del letto e con la suola adagiava lo stivale sulla superficie del pavimento come se stesse toccando l’acqua. Guardava i cerchi che si susseguivano nell’acqua. Scese dal letto e con l’acqua che affogava le sue caviglie, mosse i primi passi nello stagno. Lentamente e genuflesso cercava il pesce. Prese una penna e la mise in tasca. Talvolta alzava i piedi più del dovuto per superare le trappole della stanza. I pantaloni, i libri, il bigattino spiaccicato. Il pesce/criceto era nascosto sotto la scrivania. Il mogano luccicante con cui era stata costruita lo accecava. Spense la luce. Gli sembrò di entrare sott’acqua. Chiuse gli occhi e si gettò nella melma fangosa. In una frazione di secondo il pesce sgusciò dalla mano sinistra e si avviava verso l’acqua profonda. Il pescatore s’armò della penna e con una rotazione del braccio verso l’indietro riuscì a infilzarlo.
Il pescatore uscì dalla scrivania a carponi e asciugandosi le gocce di fango dalla fronte riaccese la luce. Tolse cautamente la fiocina dalla preda. Ne rimase un forellino sul corpo del topo, dal diametro quasi impercettibile. Decise che l’avrebbe portato a sua madre per cena. In fondo era il primo pesce che prendeva.
Andò in bagno. Si guardò. Il giallo ocra invase il suo viso. Mise una mano sullo specchio. Accarezzò quel volto. La ketamina era ancora sopra la lavatrice.
Andò alla ricerca di un secchio o una busta. Tornò allo stagno con un guinzaglio.
Ripose gli stivali nell’armadio. Il pesce era sul letto. Lo annusava orgoglioso. Lo annusava affamato. Sua madre lo cucinerà bene.





Mattia Gargiulo è nato a Roma nel 1992. Dopo aver lavorato come ufficiale di macchina sulle petroliere ora sta cercando di diventare copywriter. Il resto lo trovate tra le righe.

illustrazione Anestesia totale - Mattia Gargiulo - SPLIT - Pidgin Edizioni Anteprima della meta descrizione:
“Anestesia totale”, un racconto di Mattia Gargiulo per la rivista SPLIT di Pidgin Edizioni