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illustrazione Dare e avere - Benedetta Munalli - SPLIT - Pidgin Edizioni

Dare e avere

Il primo anno di fidanzamento gli ho dato la pelle. Mi sono scuoiata con delicatezza e passione, senza timore di perdere liquidi. Ho mantenuto la superficie morbida con creme e oli essenziali che piacciono tanto a tutti. Lui ha fatto lo stesso. Il secondo anno gli ho dato gli occhi. Ci ho messo pochi secondi per cavarli e adagiarli in un barattolo di formalina con tante figure colorate sopra. Lui mi ha dato un occhio e il naso grattugiati su un pezzo di pane. Il terzo anno ci siamo promessi le dita della sinistra, affusolate e con unghie curatissime e leggere. Così è stato, tranciate una ad una mentre guardavamo un film in terrazzo. Il quarto anno siamo passati ai calcagni, una cosa da poco, incorniciati e lasciati all’ingresso. Ma, il quinto, le cose si sono fatte serie. Siamo arrivati agli organi interni: fegato, milza, pancreas, mezzo polmone. Dopo anni e anni e anni con l’intestino abbiamo coronato la spalliera del letto.

Mucchi di vertebre, cucite assieme, penzolavano nel vuoto, di notte, suonando col vento.

Ci siamo dati tutto, tu un po’ più di me. È impossibile essere equi in queste faccende, ci sarà sempre un di più, diviso in striscioline strabordanti da una scatola pronta per il rogo. Perché è impossibile anche stabilire una fine di questo di più.

Mi hai dato tutto, che a volte corrispondeva alla Luna, a volte all’assoluto, altre volte al nulla. Io, anche, ho dato. Ho scritto il tuo nome con una matita troppo corta e, una volta terminata, sono passata all’inchiostro, alla tempera, alla cera, al sangue sulla neve. Poi un giorno, nel vedere sul mio cuscino un pezzo di aorta, ho infilato l’indice nel torace e l’ho cercato.

Ora so che cosa ho tralasciato nella violenza di darmi per averti con me.

Ti ho dato tutto, che a volte era ciò che volevi, a volte ciò che serviva. A volte solo tristezza. Ma il mio cuore è ancora qui; una scheggia bagnata nel torace, nascosta da ogni luce per evitare che si secchi. Continuo a darti tutto scendendo le scale del nostro palazzo, eppure il cuore non si stacca, non si taglia, non si stringe. Sembra un braccio che si chiude all’arrivo dell’ago, un dente infestato che non vuole la cura del trapano. Ti ho dato tutto, tranne un piccolo battito, lo scarto salato di una tempesta.

Salato e spietato, persino con me.





Benedetta è nata a Roma. Appassionata di storie, studia cinema e teatro. Le piace curiosare nella letteratura di ogni genere, prediligendo vicende misteriose e perturbanti. Scrive racconti sia per hobby che per necessità, alcuni vengono pubblicati su Mag O e su Bakemono Lab Magazine. Dal 2018 collabora con la rivista online Octopus Art Magazine. Vorrebbe fare un lungo viaggio e vedere il mondo il più possibile, per ora si accontenta di leggere.

illustrazione Dare e avere - Benedetta Munalli - SPLIT - Pidgin Edizioni
“Dare e avere”, un breve racconto di Benedetta Munalli per la rivista SPLIT di Pidgin Edizioni