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Vischiosità

Mara tiene il cubetto tra l’indice e il pollice della mano destra. Lo mette in controluce e ci guarda attraverso, chiudendo l’occhio sinistro. I polpastrelli formicolano, ma prima che il contatto con la superficie diventi insopportabile, il calore della mano comincia a sciogliere il ghiaccio. Fa scivolare quel piccolo sorso d’acqua tascabile nel palmo e …

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La carriola sull’aia

Ho avuto tre vite: Martina, Torino, Milano E non c’entra il karma e nemmeno la calma Tre vite incazzate tre vite arrugginite tre vite spanate Di giorni sgranati pigri svogliati Senza desideri senza voluttà Un solo obiettivo: dimostrare che valgo come l’alluce mio Dritta verso la meta, lavorare, straordinari, situazioni ordinarie, mi sfinivo, ero brava, …

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Come in una commedia romantica

Quando tornava a casa la sera tardi ne lasciava uno vicino alla porta. Qualche settimana dopo il risultato era una montagnola informe di oggetti che franavano lungo quel parquet che al calpestio suonava vuoto. Ma se sbirciavi nei buchi che si erano formati tra le assi potevi scorgere una colonna di formiche che in fila …

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Cattivo sangue

Tutto era cominciato una notte che avevo sognato di passeggiare, nudo, su un molo lunghissimo. Era fatto di pietra vulcanica nera, e come un’ultima lingua sottile di terra avanzava in un mare scuro, gonfio. Il cielo era rosso e mi accorsi che non c’erano più gabbiani, anzi non c’era alcun segno di vita. Solo questo …

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Senza pelle

Voglio vivere senza pelle, pensò H. Stesa, nuda sul letto, lasciava che la luce del sole strisciasse via dal suo corpo, una lunga scia lasciva che le si allungava sulle ginocchia nodose e il seno inesistente. Strofinò con foga le mani sul viso umido e si guardò i palmi; il sole che si ritirava le …

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Sunset

La facciata è una bomboniera rosa. L’insegna è grassa, come una scritta con un Uni Posca viola sul diario di una tredicenne. In alto diapositive di pose ammiccanti. Una di loro potrei essere io. È davvero bizzarro che un night club abbia un nome del genere, non lollipop, trinity, vanity; mi fa venire in mente …

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In un acquario di cristallo

Rotti dal silenzio si guardavano. Una sniffata e via. Le pupille si dilatavano, la voce acuiva, le mani sfregavano. «Che si fa?» esordì uno dei due. «Che vuoi fa’?» replicò l’altro. Giravano in tondo nella stanza piena di occhi che li osservavano; prima i piedi, poi il naso. Sui carboni ardenti risero malinconici. Giunsero orme …

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La paura del pane

È una questione di numeri, inizia così; un giorno ti alzi e scrivi su un foglio: centotrenta. La tua vita cambia, inevitabilmente, per sempre. Un mese, due mesi, tre mesi e inizi a perdere i capelli, ad avere tremende fitte ovunque, a sentire le ossa che cercano di bucarti la pelle e ne gioisci! Sei …

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